Volume pubblicato in occasione della mostra Simona Uberto. Fatum Futura, mostra antologica 1996-2026, a cura di Maria Laura Gelmini, 28 febbraio – 22 marzo 2026, Bipielle Arte, Lodi.
Ogni opera di Simona Uberto è frutto di un lavoro complesso. Offre all’osservatore più di una riflessione, al di là della mera curiosità, a partire dal processo di lavorazione, in quanto l’arte, come ci insegna il pensiero greco antico, è dapprima la sua téchne, ovvero la sua abilità nel creare il nuovo, che attraverso la mimesi imita la realtà dando vita a nuovi mondi possibili. Cogliamo dunque anzitutto lo sforzo concettuale ed elaborativo: ogni opera prende avvio da uno scatto fotografico e procede, dopo una serie di interventi, con la stampa della foto su lastra di metallo, successivamente ritagliata e ricomposta giungendo alla forma definitiva. È un lavoro di ricerca e precisione, cui l’artista dedica un’attenzione totalizzante, per uscirne infine con un’immagine efficace e un titolo, chiave di lettura dell’opera e del suo pensiero. Ma è interessante rilevare come le superfici espositive ai suoi occhi diventino una sorta di campo fertile su cui ‘seminare’, ovvero disporre un’installazione ben congegnata e pensata per ogni mostra. In tal modo le opere ritrovano la loro ragion d’essere nel luogo specifico. Così, seguendo il procedimento a lei consono e osservando questa ampia esposizione dal taglio antologico per i trent’anni del suo lavoro come una sola unica opera, l’artista decide di intitolarla con un’espressione di buon auspicio, Fatum Futura, appellandosi alla forza evocativa delle proprie immagini, quelle ‘cose del futuro’ che annunciano al contempo un mistero e una promessa.
Dal testo Lo stupore dell’inatteso di Maria Laura Gelmini




